Registro Inipec Cassazione

Validità INI-PEC: la Cassazione torna sui suoi passi La Suprema Corte (ordinanza n. 29749/2019) rileva l'esistenza di un errore nell'ordinanza n. 24160/2019 e procede alla correzione materiale. La Cassazione, con la sentenza n. 3709/2019, afferma, erroneamente, che solo la notifica effettuata (ai sensi della L. 53/94) dal difensore all’indirizzo PEC del destinatario risultante dal. Inefficacia dell’INI-PEC: il comunicato che smentisce la Cassazione. Il Centro studi processo telematico ha risposto prontamente alla sconcertante errore della Corte di Cassazione, che, in data 8 febbraio, ha emanato una sentenza dove esclude le PEC risultante dal registro INI-PEC Cassazione Sezioni 9893/2019 – Valida la notificazione via PEC a indirizzo censito nel registro INIPEC Nel corso della prima metà di quest’anno ha tenuto banco, come noto, un’accesa discussione scaturita dalla pronuncia n° 3709/2019 della Suprema Corte di Cassazione. La non attendibilità del registro Ini-Pec era già stata dichiarata dalla stessa Cassazione nel febbraio di quest’anno secondo cui “per una valida notifica tramite Pec si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro Reginde e non dal pubblico registro Ini Pec. NOTIFICA: INIPEC è pubblico elenco valido per le notifiche PEC La Cassazione corregge l’errore materiale contenuto nell’ordinanza n. 24160/2019 PEC è l'abbreviazione di Posta Elettronica Certificata, il sistema che permette di inviare e ricevere e-mail con valore legale. Oggi la PEC rappresenta il futuro delle comunicazioni perché rende gli scambi di documenti tra pubbliche amministrazioni, imprese e professionisti, immediati, efficaci e sicuri. Con la sentenza n.3709/2019, la Corte di Cassazione ha sancito la nullità di una notificazione eseguita ad un indirizzo telematico estratto dal registro pubblico INI-PEC.Questo elenco è stato di fatto escluso dal novero di quelli utilizzabili per le notificazioni dirette a professionisti imprese, mentre è stata riconosciuta la (esclusiva) validità del ReGIndE (Registro Generale degli.

La Cassazione, qualche giorno fa, come se nulla fosse, ha riconfermato lo stesso principio sancendo che: «In tema di notificazione a mezzo Pec, l’indirizzo del destinatario al quale va trasmessa la copia informatica dell’atto è, per i soggetti i cui recapiti sono inseriti nel ReGIndE, unicamente quello risultante da tale registro. La Corte di Cassazione con la sentenza 3709 dell’, aveva considerato nulla la notifica a mezzo Pec effettuata all'indirizzo digitale dell’avvocato difensore tratto dal registro INI-PEC, la Corte indicava quale unico indirizzo digitale valido a tale fine quello risultante dal registro ReGindE. Molto è stato scritto su questa sentenza e sulla “confusione” fatta dalla Cassazione. La Cassazione, con la sentenza n. 3709 del 08 febbraio 2019, ha fatto molto scalpore.Per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro INI-PEC. La Corte di Cassazione Civile, sez. D. Elenco o Registro PA (art.

16, comma 12, D.L. 179/2012, accessibile tramite il Portale dei Servizi Telematici del Ministero della giustizia. La Corte di Cassazione nella sentenza n. 3709 dell’8 febbraio 2019 (in allegato) afferma che la notifica effettuata dal difensore è valida solo se perviene all’indirizzo PEC del destinatario risultante dal Registro generale degli indirizzi elettronici, mentre è priva di efficacia la notifica effettuata all’indirizzo PEC risultante dall’INI-PEC, ovvero l’Indice nazionale degli. La Corte di Cassazione con la sentenza 3709 dell’, ha considerato nulla la notifica a mezzo Pec effettuata all'indirizzo digitale dell’avvocato difensore tratto dal registro INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata). Per la Corte, ai fini della validità della notifica al difensore va considerato solo l’indirizzo digitale risultante dal registro. La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 29749 del 15.11.2019 emessa dalla Terza Sezione con cui, avvalendosi del procedimento di correzione d’errore materiale, ha modificato la discussa ordinanza n.

24160 del 27.9.2019 che aveva affermato “per una valida notifica tramite PEC si deve estrarre l’indirizzo del destinatario solo dal pubblico registro ReGIndE e non dal pubblico registro. La Suprema Corte con ordinanza di correzione di errore materiale n. 29749 del 15 novembre 2019 ha rivisto la propria posizione in merito alla pretesa inidoneità del registro INI-PEC ad esser qualificato quale pubblico elenco ai fini delle notifiche telematiche. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza n.

23620 del , si pronunciano sulla validità della notificazione a mezzo PEC effettuata all'indirizzo di posta elettronica certificata risultante dall'Albo professionale a cui è iscritto il difensore di controparte, senza l’indicazione del codice fiscale e senza l’inciso “notificazione ai sensi della legge n. 53 del. Nella sentenza in questione la Suprema Corte dichiara la nullità di una notifica effettuata dal difensore tramite PEC ai sensi della legge n. 53/1994 se l’indirizzo PEC del soggetto destinatario è stato prelevato, appunto, dal Registro Imprese. Di seguito, si trascrive lo sconvolgente principio di diritto enunciato dalla Cassazione: “Il domicilio digitale previsto dal D.L. n. 179 del. Con la recente Ordinanza 24160/2019 la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della validità del registro INI-PEC ai fini della notificazione degli atti giudiziari.

Come è noto la precedente pronuncia n° 3709/2019 della Suprema Corte di Cassazione, aveva dato origine a molte polemiche sull’utilizzo di tale registro nelle notificazioni in proprio via PEC, poiché – attraverso tale. La Cassazione rammenta che il domicilio digitale previsto dall'art. 16-sexies del d.l. n. 179/2012 (poi modificato dal d.l. n. 90/2014) corrisponde all'indirizzo PEC che ciascun avvocato ha.