La vendetta degli anti-eroi. Il cinema di Nicolas Winding Refn

La vendetta degli anti-eroi. Il cinema di Nicolas Winding Refn

Definire dunque Winding-Refn il "Quentin Tarantino danese", come hanno fatto alcuni cinefili, significa banalizzarne l'approccio al poliziesco ma anche accusarlo di pura furbizia, che per un autore letterario o cinematografico indica spesso una marchio d'infamia. Con Tarantino l'autore danese condivide al massimo certamente una massiccia verbosità, che esula però dai discorsi meno filosofici e citazionistici del regista di "Pulp Fiction", per imporsi come più secca, estrema, "da strada" ed essenziale. Questa trivializzazione permea anche le situazioni narrative come l'esibizione di una lap dancer nella sequenza della festa del matrimonio di "Pusher II". Un realismo duro e crudo che denuncia quasi l'intenzione registica di filmare un mockumentary sulla delinquenza giovanile della vecchia Europa. Ma le analogie finiscono qui mentre debordano le differenze.